Osho Gourishankar 

Nell'aria sento che c'è qualcosa che muta. Un silenzio fatto di assenze, disarticolato e immanente come la calma che precede una tempesta. Il buio della notte ha sostituito le ultime luci del giorno che ho visto dissolversi in ombre illuminate da flesh accecanti di luci riflesse. Sono in auto diretto alla location dove terrò il mio secondo incontro di meditazioni attive.

Nel pomeriggio mi è arrivata una disdetta improvvisa per malattia, un'altra mi era arrivata in settimana, questa definitiva per scarso interesse verso questo tipo di meditazione. Sono rimaste quelle più motivate.

Questo mi riporta a vecchie dinamiche già sperimentate negli anni, la differenza e che adesso non hanno l'impatto negativo di allora, come non ha un impatto positivo il fatto che ci sono altre due nuove richieste di partecipazione. La sensazione di distacco e indifferenza mi disorienta, ho quasi nostalgia della delusione e dell'entusiasmo che avrebbero dovuto suscitarmi…..

Ora quello che prevale è la sensazione immediata legata al fare, liberata dalla insicurezza e dall'aspettativa.

Al parcheggio trovo Pavan, che anche stasera ha deciso di mettersi in gioco. Nel circolo ci accoglie la solita luce lattiginosa dei neon e due donne che dialogano accanto al bancone del bar, ci scambiamo un veloce cenno di saluto.

Qualche minuto e arriva Nataly una della due new entry (si fa per dire, con lei abbiamo già fatto due esperienze di gruppo un po' di tempo fa) che mi comunica che l'altra sta per arrivare è la sua amica Natalia, anche lei incontrata già in un open day. Lei Ucraina, l'altra Russa e mi viene spontaneo pensare che quello che divide non è l'etnia diversa, ma gli interessi geopolitici di chi le governa.

Natalia arriva, appare un po' a disagio, saluta con molta esitazione, poi decidiamo di salire su in sala, manca poco alla 21,00, sappiamo che, allo stesso piano, è prevista la riunione di un'associazione!.

Mentre preparo le mie cose, le due amiche si siedono accanto al termosifone, per lenire una fastidiosa umidità. Stavolta ho portato anche una candela e fiammiferi, perché in programma c'è Osho Gourishankar.

Alle 21,00 in punto sento il vocio animato delle altre tre, le sento cariche e non vedono l'ora di cominciare. Le presento alle altre due che appaiono disorientate e un po' impacciate dalla animosità delle altre ma presto questa impasse è superata.

Faccio notare al gruppo che stasera ho con me una candela e in coro mi dicono che forse, d'ora in poi, sarebbe il caso di usare luci più soffuse di questi 4 neon, che danno alla sala un aspetto poco gradevole, sembra un "ambulatorio", precisa una delle ragazze.

Stasera le accontento saremo a luce spente tutto il tempo, unica luce quella tenue e oscillante della candela al centro della sala.

Presento il contenuto della meditazione, le vedo più attente dell'altra volta e anche più felici di non dover faticare troppo come per la Kundalini. In pratica la prima mezz'ora si sta sempre seduti e solo al terzo step ci si alza. Avrei voluto spegnere gli entusiasmi dicendo che tenere una posizione seduta a gambe incrociate così a lungo non è una passeggiata ma scelgo di farglielo scoprire da sole.

Sto per dare il via ma qualcuno mi ricorda che l'altra volta abbiamo danzato prima di meditare, dico che se non è un problema fare un po' più tardi stasera, le accontento. La proposta è accettata all'unanimità.

Dopo un quarto d'ora di danze sacre indiane, sono tutti pronti e concentrati. Formano un cerchio, più o meno perfetto. Metto al centro la candela e l'accendo. Spengo i tanto odiati neon e la luce soffusa copre tutto lo spazio, illumina di una luce surreale solo le figure sedute intorno in cerchio, tutto il resto è avvolto in una magica penombra.

Parte la musica, il primo step prevede un lavoro sul respiro molto potente: inspiro, trattengo, espiro per 15 minuti gli occhi sono chiusi e tutta l'attenzione è sul ritmo del respiro. Come avevo previsto dopo pochi minuti Natalia, comincia a cambiare costantemente posizione con le gambe, lo farà per quasi tutto il tempo solo negli ultimi 5 minuti troverà una posizione "comoda".

Cambia il ritmo della musica che ora diventa un battito costante di tamburo, un ritmo quasi ipnotico, si guarda la fiamma senza muovere il corpo e possibilmente senza chiudere gli occhi. Sembrava una meditazione di tutto riposo invece si rivela una lotta costante con la mente e il corpo.

Terzo step la musica cambia ancora ora è intensa, vibrante, ci si alza in piedi e si affida il corpo totalmente al lathian, movimento involontario governato unicamente dall'energia mossa e caricata nei primi due step. Qui accade qualcosa di bello e misterioso allo stesso tempo, tutti sono "presi" da questa misteriosa energia e ognuno in modo diverso lasciano che il corpo si muova liberamente.

E' il momento più intenso di tutta la serata. La mente e il controllo sono scomparsi, sento che i corpi diventano fluidi, l'espressione dei volti si fa estatica. Poi il silenzio e l'immobilità dello stare distesi. Silenzio interrotto come temevo, dalla fine della riunione, un vociò caotico e confuso che rompe l'incantesimo, esco per zittirli, non capiscono subito di cosa si tratta, sembrano frastornati poi qualcuno si scusa e vanno via veloci.

La condivisione finale è una sagra della bellezza del lasciarsi andare, tutti hanno vissuto l'esperienza nuova e per certi versi inquietante di vagare da "qualche parte" mentre il corpo è in preda a qualcosa di invisibile ma al contempo reale ed attivo a cui quasi tutti si sono abbandonati con gioia.

Accendo le luci e spengo la candela. Saluto il gruppo e quando resto solo nella sala riconosco la vibrazione che c'è nell'aria e dentro di me mentre le voci ancora eccitate dall'esperienza svaniscono giù per le scale.